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Jorge Lorenzo taglia vittorioso il traguardo a Jerez 2015.

La magia di Jerez

Jerez, Spagna. Quarto Gran Premio del motomondiale 2015. Una gara speciale, diversa, forse perché la pista è una fra le più belle del mondo. Ma a Jerez c’è qualcosa di più della corsa, c’è il cuore della Spagna, l’Andalusia, con città magiche come Cadice e Siviglia, è un’emozione che si vive prima della corsa e aldilà della corsa. Quando andai per la prima volta in questo circuito, tanti anni fa, mi emozionai moltissimo.

La bellezza della natura di quei luoghi, pur non facendomi dimenticare la corsa che ero venuto a vedere, mi affascinava profondamente. L’aria e la luce mi avvolgevano in un’atmosfera dove non esisteva il tempo, entità sospesa e senza possibilità di mutare. Gli spettatori e i motociclisti invadevano pacificamente le collinette occupando e conquistando le postazioni più spettacolari. Si palpava con mano l’emozione dell’attesa. La gente, fin dai giorni precedenti la gara, assiepata lungo i quattro chilometri e 400 metri del circuito, si preparava addirittura a passare la notte sui prati sabbiosi che si trovavano lungo l’asfalto del circuito. I fuochi accesi durante la notte sembravano fiaccole e il calore che sprigionavano non era paragonabile al calore che nasceva nel cuore dei tifosi in attesa dell’evento. Era un fuoco alimentato dalla fantasia e dalla speranza, era il bagliore che illuminava, nel buio della notte, creature umane diverse tra di loro, che pur stringendo nelle mani una bandiera rossa col numero 93, o una nera col numero 99, o una gialla col numero 46, erano una cosa sola, legati da una alleanza simbolica che li aiutava a vivere l’avvenimento come una storia della loro vita, comunque andasse a finire la sfida degli eroi da loro amati. I problemi di tutti i giorni e la rabbia esistenziale scomparivano per incanto e l’anima di tutti si riempiva di una gioia che pareva non finire mai.

Ancora oggi, dopo quest’ultima, indimenticabile prova del Motomondiale a Jerez, la mia anima trattiene il ricordo di quelle notti emozionanti. Una nostalgia che si sposa con le emozioni della corsa provate ieri.

È stata una battaglia che ha visto il trionfo della perfezione di Jorge Lorenzo. Il suo riscatto da chi lo considerava finito, da chi, addirittura, senza pietà lo giudicava “bollito”. Ma è stato anche il giorno di un magnifico Marc Marquez, che, combattendo contro il dolore, ha trasformato come per incanto le ferite in un dono. Valentino, questa volta, come le stelle, le grandi stelle, è stato a guardare.