Clinica mobile Uno

Clinica Mobile Uno

Per cinque anni, dal 1972 al 1976, avevo seguito le gare del motomondiale con i miei compagni d’avventura, medici molto bravi, ma, purtroppo, questa assistenza con semplici cassette di pronto soccorso era inadeguata, anche per il drammatico motivo che, a quei tempi, il soccorso nelle piste di moto era colpevolmente carente, tanto che, più volte, i piloti si soccorrevano a vicenda. Fu creato così un mezzo mobile, vero ospedale viaggiante, che curasse con i suoi medici e personale specializzato, non solo i piloti prima, durante e dopo le gare, ma anche tutti gli abitanti del paddock, vera e propria cittadina del motociclismo. La prima clinica fu realizzata con l’aiuto economico del Moto Club Santerno di Imola e da Gino Amisano, padrone della AGV Helmets. Esordì il primo maggio 1977 a Salisburgo salvando la vita a Franco Uncini e Patrick Fernandez. Due vite umane salvate consacrarono l’insostituibile valore della clinica. Quell’anno furono 178 i piloti feriti curati. Fra questi Philippe Coulon, che ad Anderstorp, in Svezia, ebbe salva la vita grazie alle cure che gli vennero prontamente prestate. Il pilota, vivo per miracolo, definì il dottorcosta (e la Clinica mobile) “Bon Dieu”.