La Clinica

Sergio Gadea e Claudio CostaLa Clinica mobile: un mondo che sta prima della Ragione. La casa degli eroi, la dimora degli dei dove la follia è la vera saggezza.

Il destino, si sa, è ignoto, il futuro è ineffabile. I piloti guidando una moto cavalcano una tigre. Non sempre questa belva dolce e amara si lascia domare e accarezzare, ma talora si può improvvisamente ribellare e con i suoi artigli impietosi ferirli mortalmente. Come curare quelle ferite? È per rispondere a questa domanda che nel 1977 nasce la Clinica mobile, costruita in cinque esemplari, l’ultimo nel 2002.

La Clinica Mobile è il piccolo ospedale viaggiante con cui abbiamo seguito i piloti di moto, i nostri più cari amici, durante le prove di campionato del mondo e altre. Li ha accompagnati nel cammino del coraggio e aiutati a scalare la montagna incantata degli eroi sulla cui vetta ci sono solo le stelle del cielo. A Bendor, piccola isoletta difronte alla cittadina di Bandol, grazioso paese situato nella costa azzurra vicino al circuito del Paul Ricard, il 3 febbraio 1977 è stata presentata alla stampa, al mondo e a tutti i piloti la Clinica mobile. Esordì il primo maggio 1977 a Salisburgo e quel giorno indimenticabile salvò la vita a Franco Uncini e Patrik Fernandez. Questo miracolo si è ripetuto molte volte. Tanti i piloti sono stati salvati da Uncini a Graziano Rossi, da Fernandez a Capirossi, da Virginio Ferrari a Gianfranco Bonera, da Reggiani a Roberto Locatelli, da Carlos Checa a Corrado Catalano da Philippe Coulon a Giancarlo Falappa, da Johnny Ceccotto a Vinicio Salmi, da Alex Zanardi a Mick Doohan.

Heinz HosohClaudio Costa

La Clinica era un luogo di salvezza; di vita che voleva continuare a esistere. La Clinica però non era solo questo luogo di meraviglia, ma è divenuta col tempo l’altare su cui il pilota  ha celebrato il rito magico di risorgere dalle ferite, dalle fratture e dalle malattie per continuare a inseguire i propri sogni. La Clinica mobile è la mia casa, il senso e significato della mia vita, un dono, un dono meraviglioso che ho dedicato al mondo meraviglioso del motociclismo. La creazione della Clinica Mobile mi ha esaltato e il mondo nato attorno ad essa è diventato un mondo dove mi posso e ci possiamo rifugiare specialmente quando veniamo perseguitati dai dubbi dell’esistenza. Il mondo della Clinica Mobile si basa sull’alleanza dottore – paziente, una misteriosa complicità suggellata dalla costante domanda: “Dottore, voglio correre!”. Il flusso di emozioni che provoca questa eroica domanda confluisce nell’emozione destata in chi deve esaudire questa coraggiosa umana richiesta. Una nuova dimensione dove la medicina come scienza viene spodestata dall’amore. L’amore di chi ama i suoi eroi e l’amore degli eroi verso “gli scudieri” più fidati. Un clima emozionante, quasi sacro dove i dogmi della scienza, le regole del buon senso e quella prepotente condizione genetica, che per preservare la specie, paralizza, annichilisce e congela gli esseri umani come individui, non vengono più rispettati.

Claudio CostaClaudio Costa

La Clinica è la casa dove gli eroi hanno la libertà di tentare di avere successo nella via che hanno prepotentemente desiderato e scelto. Per fare questo il pilota deve trasformare, con l’aiuto insostituibile delle proprie emozioni, le ferite in un dono e attingendo a un pianeta di cellule ultrapotenti, unità chimiche magiche disseminate in tutto il corpo dei viventi, scrivere il loro futuro, la loro storia e il loro destino, cancellando così l’assurdo della sofferenza e la crudeltà dell’indifferenza.