Roadway for Africa

Quando comparve la Clinica mobile Quattro, la numero Tre, ormai densa di esperienze e di storia, continuò la sua attività nelle gare della Superbike. Ma il suo destino era quello di uscire dal mondo dello sport per andare nel mondo, laddove c’era la necessità di immediate cure urgenti, in una parola aiutare un paese dove semplici cure mediche erano difficili da trovare. E così un giorno questa Clinica è uscita dal pianeta dello sport e, viaggiando attraverso i deserti, le rocce, la sabbia e la savana, il 31 dicembre 2007 è arrivata in Senegal.

Roadway for Africa - Il viaggioRoadway for Africa - Il viaggio

L’ultima notte dell’anno è consuetudine buttare via le cose vecchie, è qualcosa che “porta bene”; la clinica Tre era “vecchia” e poteva subire il destino delle cose vecchie, cioè essere buttata via dalla scaramanzia e dalla superstizione. Invece alla mezzanotte di quell’ultimo giorno del 2007, nell’anno in cui il mito della Clinica mobile compiva trent’anni, fu scritta la favola di Cenerentola al contrario: la carrozza che allo scoccare della mezzanotte doveva diventare una zucca diventò, al contrario, un “castello” mobile che, recandosi di villaggio in villaggio in zone sperdute nell’Africa, offriva asilo ai bisognosi, la salute agli infermi e la felicità ai tanti bambini feriti dalla sorte. “Roadway for Africa” è il nome che il giornalista Emerson Gattafoni ha coniato per questo umanitario progetto, un atto d’amore sconfinato e immenso, perché vuole aiutare chi soffre. Una mano tesa che li accarezza. E così l’amore ha trasformato una cosa piccola in una grande.

Emerson ha creduto in questa iniziativa benefica e l’ha fortemente voluta, raccontandola con queste parole: ”Il mondo, il viaggio, la strada e la motocicletta ci hanno insegnato molto. A sognare. A essere liberi. A emozionarci. A vergognarci. A dispiacerci. A vivere. L’idea di Roadway for Africa è nata durante uno dei nostri viaggi. Inizialmente solo una idea, poi, parlando con il dottorcosta, un grande sogno: quello di portare il piccolo ospedale del motociclismo, la Clinica mobile e una assistenza medica adeguata nei più remoti villaggi africani, dove la sanità è carente. E se è vero che i sogni non vogliono far dormire, ma vogliono svegliare, rientrati dal viaggio, ci siamo messi subito al lavoro. Passo dopo passo è nato ed è cresciuto, con vitale slancio, Roadway for Africa, un progetto umanitario di solidarietà con chi soffre, un progetto di sanità mobile per l’Africa. Non una anonima donazione in denaro, destinata a esaurirsi in poco tempo, ma qualcosa di più duraturo: il dono di un particolare e speciale Ospedale Viaggiante, la Clinica mobile, in grado di muoversi tra i villaggi del Senegal, lungo le rive del fiume Zambia, portando cure, salute e speranza in quei luoghi di dolore”.

Roadway for Africa - La clinica operativa in SenegalRoadway for Africa - La clinica operativa in Senegal

Vorrei concludere con le toccanti parole del bravo attore Luca Zingaretti, amico della Clinica mobile e convinto estimatore del progetto. “Eccoci qui. Distratti e annoiati. Affannati in questo nostro mondo diviso tra paralleli e meridiani. Linee immaginarie che si incrociano e dividono il mondo. E dove ogni incrocio determina le sorti di molta umanità. Noi siamo quelli che vivono in uno degli incroci fortunati, nati qui senza meriti particolari, se non il caso. Abbiamo tanto ma ci accorgiamo di poco. Siamo così forti che a tutti abbiamo imposto il nostro metodo, la nostra economia: un’economia che trasforma sì il mondo, ma soltanto in un’altra economia. E chi è nato in un altro incrocio? Chi è tagliato fuori, chi non ha voce e non può arrivare a niente, nemmeno a semplici ma essenziali cure mediche, che cosa può fare? Questa è la storia di Roadway for Africa, un viaggio lungo e polveroso che ha fatto di un sogno qualcosa di vero: portare una speranza di cura dove speranza non c’è. Roadway for Africa è certo una goccia nel deserto, ma quella goccia è arrivata esattamente dove doveva arrivare. Una goccia, ma così deve essere, perché solo da una goccia e da un’altra e poi da un’altra ancora, può nascere il mare. Ecco, questo è Roadway for Africa. Dall’Italia fino in Senegal. Un viaggio con il fiato spesso corto, con la paura di non farcela. Ma adesso sappiamo di certo che là, in Africa, anche in questo momento, una delle meraviglie del nostro mondo è all’opera: una Clinica mobile capace di piccole e grandi magie, di miracoli quotidiani che ti svegliano la speranza. E questa non è la fine: questo è l’inizio”.