Mick

Claudio Costa e Mick DoohanL'amore del dottorcosta per le corse è una fonte d'ispirazione.

Il dottorcosta è un amico speciale ormai da molto, molto tempo. Dal 1992 per l’esattezza, quando mi salvò la vita e indubbiamente la carriera. Dopo l’incidente, senza il suo intervento, i dottori mi avrebbero amputato la gamba. Il dottorcosta lo impedì e con un metodo estremamente radicale si prese cura di me salvandomi la gamba. Gli sono enormemente grato. Non sarei qui oggi senza il suo aiuto né avrei vinto il mondiale se non fosse venuto a tirarmi fuori da quell’ospedale in Olanda per rimettermi in sesto.

Ho il massimo rispetto per il dottorcosta e per la speciale amicizia che ci lega dal 1992. Gli sono infinitamente debitore e adoro stare in sua compagnia.

Ancor prima di conoscerlo di persona, lo conoscevo di fama e avevo sentito parlare molto di lui da Barry Sheene. Il dottorcosta e la Clinica mobile hanno interamente rivoluzionato il servizio di assistenza medica nel motociclismo prendendosi cura, dalla metà degli anni Settanta fino ad oggi, di tutti i piloti e di tutti gli addetti ai lavori nei paddock. La Clinica mobile è un vero e proprio punto fermo, sempre lì ad aiutare chi ne ha bisogno, dai piloti ai meccanici, dagli autisti al personale dell’IRTA fino ai giornalisti.

Una cosa è certa: nella sua vita il dottorcosta ha rinunciato a moltissimo pur di seguire il mondo del motociclismo. Viaggiava in lungo e in largo per tutta l’Europa con la Clinica mobile e il suo staff, dimostrando un enorme impegno e dedizione per il motociclismo. Lo sport gli deve molto: ha mostrato a tutti la retta via da seguire.

Non ho mai conosciuto suo padre, che svolse un ruolo fondamentale nella nascita del circuito di Imola, ma so per certo che questa città è rinata grazie a lui. È un circuito cittadino molto divertente e immerso nel verde, avvolto da un’atmosfera assolutamente particolare e unica. Il mio primo giro sul circuito di Imola fu però in bici: era il 1992 e stavo facendo riabilitazione con la speranza di rimettermi sufficientemente in forze per correre in Brasile o Sud Africa.

Mick Doohan

Smisi di correre nel 1999 allontanandomi un po’ da questo mondo ma oggi è un vero piacere guardare quello che Marc Marquez sa fare con la sua moto e penso che sia riuscito a coinvolgere nuovamente anche molti altri appassionati, così come è successo a me.

Sta facendo un ottimo lavoro e alcune delle cose che fa sono semplicemente incredibili. Ha fatto in modo che si parlasse nuovamente di questo sport, lo ha elevato a un livello superiore. Gli altri stanno cercando di stare al suo passo: Pedrosa, Lorenzo e Rossi non se ne stanno certo con le mani in mano ma la maggior parte delle volte fanno fatica a stargli dietro!

Guardare Marquez è splendido ma con gli altri che lo inseguono, sarà sempre più difficile per lui mantenere questo margine anche se non è certo uno di quelli che aspetta che gli altri lo raggiungano prima di ingranare la quarta. Non sarà facile batterlo, per lo meno non presto.

Anche Valentino Rossi ha ancora una grinta impressionante. Sembra che sia rinato. Ha passato qualche anno difficile alla Ducati e la sua carriera ne ha risentito ma ho sentito dire che si sta allenando più intensamente e che passa molte ore nella sua pista di motocross. È ovvio che si sta divertendo e sembra essersi nuovamente innamorato di questo sport. Non che sia così vecchio, ma è difficile mantenere alta la motivazione per così tanto tempo. Sono dell’idea che, in qualsiasi sport competitivo, sia estremamente difficile rimanere al top per 10 anni. Solo in pochi ci riescono. Kelly Slater nel surf è stato uno di questi: con i suoi 11 titoli mondiali è l’eccezione che conferma la regola ma, in generale, è mentalmente molto difficile mantenere standard così elevati per oltre un decennio.

Rossi è un vero mito. Vedere quello che sta facendo è emozionante; è una vera e propria icona. Il motociclismo è molto fortunato ad averlo ancora in pista proprio ora che è arrivato Marquez. È fantastico sia per il campionato che per tutti gli appassionati di questo sport.

Era da molto che non sentivo la vera voglia di guardare una gara ma è magnifico vedere Marquez e Rossi che si scontrano. Non mi perdo più una gara. E pensare che Valentino corse il suo primo gran premio nel 1996 quando Marquez aveva appena tre anni! Anche se vengono da generazioni diverse, non perdono certo occasione per duellare e fare a sportellate!

Coomera, Queensland, settembre 2014

Mick Doohan